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Peccatori nelle mani di un Dio adirato
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Questi due sermoni costituiscono una potente proclamazione dell’amore e della giustizia di Dio rivelati nel Vangelo di Gesù Cristo.

Sermone 1: Peccatori nelle mani di un Dio adirato.
Sermone 2: Perdono per il più grande dei peccatori.


Estratto dal primo sermone

L’affermazione che ho scelto quale testo del mio messaggio implica le seguenti considerazioni a riguardo della punizione e del castigo cui questi Israeliti ribelli andarono incontro.

1. Come chi cammina su un terreno sdrucciolevole corre il rischio di cadere, così costoro erano continuamente in pericolo di essere distrutti. Il nostro testo sottintende proprio questo quando, descrivendo il modo in cui la rovina si sarebbe riversata su loro, ci dice che essi avrebbero vacillato. Anche nel Salmo 73 è usato il medesimo linguaggio: «Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli, tu li fai cadere in rovina» (v. 18).

2. Come chi percorre un sentiero scivoloso può cadere da un momento all’altro, così costoro erano continuamente in pericolo di essere distrutti in maniera improvvisa e inaspettata. Ancora una volta il Salmo 73 dice la stessa cosa: «Sono distrutti in un momento» (v. 19).

3. Inoltre, il testo indica che come colui che percorre una strada sdrucciolevole cade perché non riesce a controllare il peso del proprio corpo e perde l’equilibrio, così costoro sono la causa della loro propria distruzione.

4. Il motivo per cui essi sussistono è che il tempo fissato dal Signore per la loro caduta non è ancora giunto. Quando il loro piede vacillerà essi saranno abbandonati a loro stessi e al peso del proprio peccato! Allora Dio non li sosterrà più nel loro cammino lungo strade scivolose! Allora, in un istante, essi cadranno rovinosamente! Quando colui che cammina su un terreno sdrucciolevole non ha alcun sostegno e aiuto, non ha possibilità di riuscire a rimanere in piedi. Similmente questi disubbidienti non potranno scampare in quanto il Signore, in quel giorno, non sarà più presente per sostenerli.

L’osservazione sulla quale voglio insistere è questa: non c’è nient’altro che in un determinato momento trattiene l’empio fuori dall’inferno se non il beneplacito della volontà di Dio. Con queste parole intendo riferirmi alla volontà sovrana di Dio, ossia al suo libero arbitrio che non può essere assolutamente limitato da alcun obbligo o impedimento. Solo la sovrana volontà di Dio impedisce che il peccatore sia condannato, in un qualsiasi momento, alla perdizione eterna.

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