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La conoscenza di Cristo crocifisso
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Questo sermone è rappresentativo della migliore predicazione Puritana. Il metodo omiletico è quello tradizionale che, dopo la spiegazione del testo biblico, formula ed espone una dottrina per concludere con una applicazione della stessa in relazione a vari aspetti della vita pratica dei credenti.

«La persona di Cristo e soprattutto la sua morte sostitutiva, devono essere il soggetto principale delle meditazioni e dei nostri studi» (S. Charnock).

Estratto

“Poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso” (I Corinzi 2:2)

La chiesa di Corinto, alla quale l’apostolo indirizzò questa epistola, possedeva molti doni spirituali (I Corinzi 1:4-7). Tuttavia, al suo interno, le divisioni abbondavano (I Corinzi 1:10-13) come la sua molta conoscenza! L’apostolo Paolo rimase con loro un anno e sei mesi (Atti 18:11) seminando e piantando (I Corinzi 3:6a), nella speranza di un raccolto abbondante, ma non appena egli rivolse altrove la sua attenzione, il Diavolo venne e seminò la sua zizzania! Certo, quella di Corinto era ancora una chiesa, ma era divisa. I Corinzi professavano ancora le dottrine evangeliche, ma queste rischiavano di essere soffocate dall’erbaccia della contesa.
La prima considerazione su questa situazione è che anche le migliori chiese sono come la luna: hanno le loro macchie. Le epoche migliori che la storia abbia mai conosciuto hanno avuto le loro imperfezioni! La purezza e la perfezione non sono realtà di questo tempo, ma appartengono ad un altro mondo.
Inoltre, osserviamo che la storia della chiesa antica è una guida molto inaffidabile. Anticamente, molte chiese, come quella di Corinto, sono state soggette all’errore. L’orgoglio e l’ambizione hanno continuato ad essere presenti tra i cristiani. Se la storia degli atti e delle peculiarità della chiesa di Corinto fosse stata tramandata ai posteri senza questa epistola correttiva dell’apostolo, essa sarebbe diventata come un esempio da imitare. Ma non è la chiesa la nostra guida! La Scrittura è l’autorità che dobbiamo seguire! I cosiddetti “Padri” della chiesa non devono essere preferiti agli apostoli e gli usi antichi sono il modello cui dobbiamo ispirarci solo quando rispecchiano la grande regola della Parola.
Essendo preoccupato a causa di questi contrasti, Paolo ritiene opportuno riassumere con un breve pensiero tutta la dottrina che aveva predicato ed insegnato. Prima, però, rammenta ai Corinzi quale fu il suo atteggiamento, affermando di non aver annunciato “la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza”(I Corinzi 2:1).
[…] Osservazioni:
- quando la sapienza umana entra in competizione con la dottrina di Cristo deve essere rigettata senza indugio;
- Cristo e la sua morte sono il soggetto più eccellente per l’orecchio dei più sapienti;
- Cristo e la sua morte sostitutiva costituiscono l’oggetto della fede;
- Cristo e la sua morte sostitutiva devono essere il soggetto delle nostre meditazioni e del nostro studio.
Dal versetto che stiamo meditando apprendiamo questa dottrina: la persona di Cristo e soprattutto la sua morte sostitutiva, devono essere il soggetto principale delle meditazioni e dei nostri studi. In questo sta la gloria del Vangelo di Dio e per questo la predicazione del Vangelo è definita “predicazione della croce” (I Corinzi 1:18).
Nel considerare il tema del sacrificio sostitutivo di Cristo, suddivideremo le nostre riflessioni nei seguenti punti:
1) l’origine di questo sacrificio;
2) la persona che si è offerta come sacrificio;
3) i frutti prodotti dal sacrificio;
4) infine considereremo alcune applicazioni pratiche.
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